Il traffico nelle città italiane aumenta grazie allo ‘shopping dei turisti’

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da ShopperTrak on 26-11-19

Lo shopping dei turisti sta influenzando le scelte di viaggio dei cittadini europei e sta creando opportunità molto interessanti per i retailer locali. Abbiamo esaminato i nostri dati per capire in che modo l’Italia stia beneficiando degli incrementi del traffico retail legati al turismo – descritti come una vera e propria ‘miniera d’oro per le città italiane’ dal più recente report Shopping Tourism Italian Monitor.

Il report afferma che lo shopping è una delle principali ragioni per cui i turisti scelgono di visitare Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia.

Si stima che 1,5 milioni di turisti scelgano di visitare queste città italiane ogni anno e che la loro prima motivazione sia proprio lo shopping. I turisti spendono in media 110 euro al giorno, il 60% degli acquisti è destinato all’abbigliamento, seguito da accessori e pelletteria (17,3%), quindi da cosmetici e profumi (3,6%).

I più famosi brand italiani, tra cui Gucci, Giorgio Armani, Bottega Veneta, Versace e Moschino, sono molto amati dai visitatori internazionali: l’ultimo studio di Bain & Company conferma che in Italia la spesa turistica per i beni personali di lusso è in aumento. Questo comporta una previsione della spesa complessiva nel comparto del lusso per il 2019 caratterizzata da una crescita del 6% rispetto all’anno precedente.

La crescita è in parte il risultato di un aumento del turismo europeo, “che quest’anno sta crescendo nonostante le turbolenze socio-politiche che affliggono paesi come il Regno Unito e la Francia”, ha dichiarato Claudia D’Arpizio, partner di Bain & Company in Italia. Anche la spesa cinese costituisce un fattore importante.

Forte attrattiva dei centri commerciali del lusso

Sebbene la maggiore attrazione turistica dello scorso anno, secondo Business Insider Italia, sia stato il Colosseo di Roma, con sette milioni di visitatori, il secondo sito più visitato è stato il Serravalle Designer Outlet nei pressi di Milano, di proprietà di McArthurGlen. Il più grande outlet d’Europa ha attirato cinque milioni di visitatori.

In Toscana altri due ‘shopping village’ hanno attirato circa tre milioni di persone ciascuno, eclissando le opere rinascimentali della Galleria degli Uffizi a Firenze, viste da 2,2 milioni, e le sculture di Michelangelo all’Accademia, visitate da 1,6 milioni.

In Italia, oltre che negli outlet specializzati, i maggiori brand del lusso sono presenti in vie dello shopping iconiche come Via Monte Napoleone a Milano e Via Condotti a Roma, ma anche in boutique di provincia e nelle showroom degli hotel.

Quando si registra il picco di traffico degli acquirenti turistici? E in quale modo i retailer italiani possono sfruttare al meglio queste opportunità?

L’analisi dei dati di traffico per Roma e Milano conferma che il mese di luglio è uno dei migliori mesi per lo shopping, con un aumento del traffico di almeno il 40% rispetto a giugno. A Roma e Milano c’è un forte picco anche nei mesi invernali di dicembre e gennaio, quando lo shopping natalizio e i saldi invernali costituiscono un forte richiamo per gli acquirenti locali e per i visitatori internazionali.

Nessun margine per l’autocompiacimento

Probabilmente a causa della perdurante incertezza economica e politica, i nostri dati rivelano che l’aumento mensile del traffico di luglio ha un po’ rallentato negli ultimi anni. Rispetto all’anno precedente, il traffico di luglio è diminuito sia a Roma che a Milano; negli ultimi due anni il traffico a Roma è diminuito del 7%. Il traffico di Milano è diminuito del 6% nel luglio 2019 e del 3% nel luglio 2018.

Tuttavia, il traffico è ancora significativamente superiore a quello di giugno, a conferma della costante importanza dello shopping tourism.

La sfida per i retailer di queste e di altre città italiane è quella di attrarre turisti internazionali nei negozi. Per massimizzare le conversioni, però, occorre garantire che la presenza degli addetti, la disponibilità a magazzino e il servizio siano tutti a livelli ottimali.

I retailer utilizzano i dati sulle vendite e sul traffico per personalizzare il proprio mix di articoli in modo da soddisfare le esigenze di specifiche nazionalità di visitatori nel momento dell’anno in cui questi fanno registrare il proprio picco di presenze. In questi momenti è imperativo riassortire le gamme di prodotti più desiderati, disporre di uno staff vendita preparato e agevolare le opzioni di pagamento internazionali in modo che le vendite non vadano perse proprio alla cassa.

Su misura per un pubblico internazionale

Secondo il consenso generale sono Spagna e Francia ad attirare il maggior numero di viaggiatori stranieri in Europa, ma l’Italia le tallona e non è molto distante dalla vetta. I dati dell’Ente Nazionale per il Turismo rivelano che lo scorso anno l’Italia è stata visitata da 94 milioni di turisti, per un totale di 216 milioni di notti di permanenza. Le cifre, che riguardano solo le nazioni europee, mostrano che il maggior numero di turisti dell’UE proviene dalla Germania. Segue la Francia, mentre il Regno Unito è al terzo posto. Il numero di visitatori è aumentato anche grazie al boom dei turisti provenienti dalla Cina.

Le prossime sfide

Guardando al futuro ci sono problemi che possono frenare il turismo dello shopping in Italia. I retailer devono esserne ben consapevoli. In alcuni dei luoghi più spettacolari e affollati del paese, come Venezia, stanno nascendo movimenti anti-turisti. Ci sono state proteste contro le navi da crociera e la popolazione locale si oppone al sovraffollamento estremo nei mesi estivi.

Il governo italiano ha inoltre dichiarato di voler promuovere le destinazioni più piccole e l’artigianato autentico, l’enogastronomia e il turismo vinicolo come modo per distribuire più razionalmente visitatori ed entrate.

I retailer italiani hanno ottime opportunità per beneficiare della spesa turistica ma la situazione è chiaramente in corso di evoluzione. Grazie alla tecnologia di conteggio delle persone e alla capacità di analizzare i dati storici e i dati delle visite in tempo reale, è possibile costruirsi un quadro chiaro e prepararsi al meglio all’arrivo degli shopper internazionali. I retailer italiani che utilizzeranno queste informazioni per rendersi adattabili, flessibili e agili avranno le maggiori probabilità di successo.

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